Esistono periodi in in cui sembra che l'intero pianeta si sia messo in testa di metterti a dura prova. Il mio era uno di quelli. A., mia figlia più piccola, era al primo anno di materna, anche per lei non avevo potuto fare inserimento e lei pativa molto. Inoltre il mio lavoro non andava a gonfie vele. Ero stata catapultata in una realtà felice, chiusa e restia all'accettazione del nuovo. In sostanza, le colleghe non mi accettavano, non facevo parte di quel paese e così, come si dice in gergo ho cominciato a mangiare merda. E come ciliegina sulla torta arriva la situazione di F.
Sola contro tutti, inizio questa avventura.
Contatto, tramite colleghe conosciute anni prima, una logopedista. Persona molto gentile e disponibile. Mi spiega, nonostante già lo sapessi (ma quando si tratta dei propri figli la lucidità si perde) che prima avrebbe dovuto vederlo una neuropsichiatra. Mi dice che lei ne conosce una, ma mi consiglia anche di aspettare, perché di solito queste visite si fanno in fine seconda.
Inizialmente l'ascolto, ma le insegnanti continuano a pressare e così ad aprile decido di prendere appuntamento con quella neuropsichiatra. Avrei dovuto fare 3 visite e poi una di restituzione per un costo bello elevato. Sola contro tutti mi imbatto in questa tempesta.
Prima visita domande al genitore e poi al bimbo. Durante le domande a me, F. era lì presente... Già questo mi lasciò perplessa. Secondo colloquio di nuovo tutti insieme e all'ultimo sempre con lui davanti ci spiega che consiglia psicomotricità presso la loro struttura. Spiegai che avevo bisogno di capire se mio figlio potesse essere un probabile Dsa, ma non potevano dirlo perché era presto e avendo problemi di motricità fine consigliavano quel percorso. Avrei dovuto rifare 3 visite con la psicomotricista e poi le lezioni individuali. In sostanza avrei speso una barca di soldi. Non sapendo dove sbattere la testa, accettai e mi misi in attesa. Mi avrebbero chiamato entro 3 settimane.
La chiamata non arrivò nemmeno con la chiusura delle scuole e nell'ultimo colloquio spiegai alle maestre il tutto. Rimasero basite e mi consiogliarono di fermarmi e non andare avanti. In seconda piuttosto mi sarei mossa tramite asl.