mercoledì 17 giugno 2020

scuola Primaria : classe prima seconda parte

Tutte le scelte hanno delle conseguenze. Si potrebbe scegliere di non scegliere, ma In quel caso era impossibile. Esisteva un problema che si materializzava ogni volta che mi fermavo un attimo.
Esistono periodi in in cui sembra che l'intero pianeta si sia messo in testa di metterti a dura prova. Il mio era uno di quelli. A., mia figlia più piccola, era al primo anno di materna, anche per lei non avevo potuto fare inserimento e lei pativa molto. Inoltre il mio lavoro non andava a gonfie vele. Ero stata catapultata in una realtà felice, chiusa e restia all'accettazione del nuovo. In sostanza, le colleghe non mi accettavano, non facevo parte di quel paese e così, come si dice in gergo ho cominciato a mangiare merda. E come ciliegina sulla torta arriva la situazione di F.  
Sola contro tutti, inizio questa avventura.
Contatto, tramite colleghe conosciute anni prima, una logopedista. Persona molto gentile e disponibile. Mi spiega, nonostante già lo sapessi (ma quando si tratta dei propri figli la lucidità si perde) che prima avrebbe dovuto vederlo una neuropsichiatra. Mi dice che lei ne conosce una, ma mi consiglia anche di aspettare, perché di solito queste visite si  fanno in fine seconda.
Inizialmente l'ascolto, ma le insegnanti continuano a pressare e così ad aprile decido di prendere appuntamento con quella neuropsichiatra. Avrei dovuto fare 3 visite e poi una di restituzione per un costo bello elevato. Sola contro tutti mi imbatto in questa tempesta. 
Prima visita domande al genitore e poi al bimbo. Durante le domande a me, F. era lì presente... Già questo mi lasciò perplessa. Secondo colloquio di nuovo tutti insieme e all'ultimo sempre con lui davanti ci spiega che consiglia psicomotricità presso la loro struttura. Spiegai che avevo bisogno di capire se mio figlio potesse essere un probabile Dsa, ma non potevano dirlo perché era presto e avendo problemi di motricità fine consigliavano quel percorso. Avrei dovuto rifare 3 visite con la psicomotricista e poi le lezioni individuali. In sostanza avrei speso una barca di soldi. Non sapendo dove sbattere la testa, accettai e mi misi in attesa. Mi avrebbero chiamato entro 3 settimane. 
La chiamata non arrivò nemmeno con la chiusura delle scuole e nell'ultimo colloquio spiegai alle maestre il tutto. Rimasero basite e mi consiogliarono di fermarmi e non andare avanti. In seconda piuttosto mi sarei mossa tramite asl. 

martedì 9 giugno 2020

Scuola Primaria : classe prima - prima parte

Il primo giorno di scuola dei propri figli è emozionante più per i genitori.
Un mix di sensazioni che si ingarbugliano tra le mille preoccupazioni che si traducono in  una serie di domande provenienti dal cuore che sovrastano la ragione.
I genitori di oggi sono di vario genere : alcuni vorrebbero proteggere i propri figli tenendoli sotto una campana di vetro, altri insegnano loro ad essere leoni per non farsi sottomettere ed infine ci sono quelli che pensano che lasciandoli liberi cresceranno meglio. Io non so cosa sia giusto e nemmeno quale tipo di genitore io sia, ma di due cose sono certa ; una è che con i figli ci vogliono le vie di mezzo e due che qualsiasi tipo di genitore uno sia, si agisce in nome dell'amore dei propri figli.
Ma tornando a F., il primo giorno di scuola è stato accompagnato dal padre. 
Era anche per me il primo giorno in una scuola nuova, una scuola dove l'insegnante principale ero io e di conseguenza non potevo mancare.
Così mi sono persa il primo giorno di scuola di mio figlio, quel giorno in cui si guardano i figli con gli zaini più grandi di loro entrare in quell'edificio in cui non si giocherà più, in cui si comincia a crescere e me lo sono persa dietro al banco impaurito e anche il suo sguardo smarrito una volta rimasto solo con le maestre...
Nonostante non ci fossi, non ho smesso un attimo di pensare a lui, sapendo che avrei rimpianto per sempre quel momento non vissuto.
La scuola, inizialmente, andava molto bene. F. era solo disordinato, io mi sono accorta subito di qualche sua difficoltà legata allo spazio. Sui quaderni iniziava a scrivere dove capitava e così anche in quel caso ho speso molte energie per fargli capire come doveva scrivere sul quaderno.
In un primo colloquio, l'insegnante di italiano mi dice che ha notato questo suo disordine ed un tratto fine con la matita, incerto... Chiedeva cosa ne pensassi io. Non lo sapevo, ero molto combattuta, perchè da un lato notavo grandi difficoltà, ma dall'altro F. aveva imparato a leggere da solo in stampato minuscolo e corsivo. L'insegnante di matematica sosteneva che era moto intelligente e per quello ce l'aveva fatta da solo.
Ma quando accendi una lampadina, sebbene flebile, nella testa di un genitore, lui può fare anche finta di niente, ma il suo pensiero costante finisce lì. E così, senza peli sulla lingua, mi sono rivolta alla maestra di italiano, chiedendole dove volesse arrivare, secondo lei quale potesse essere la difficoltà di F.
Ed è risaputo che quando ti rivolgi in modo sicuro, le persone , anche le più vigliacche, tirano fuori il rospo.
"Non so, proverei ad andare da una logopedista..."
Sono uscita da quella classe con queste parole che mi rimbombavano nella testa.
Ho sempre sostenuto che le persone con dsa non fossero extraterrestri,ho sempre lavorato molto bene con loro, ho sempre dato molto loro, proprio perchè credo che abbiano un grande potenziale che solo un insegnante può tirare fuori con l'aiuto dei genitori e vari specialisti, ma sono anche bambini, ragazzi più sensibili costretti a combattere contro un mondo ancora troppo ignorante.
Io che sostenevo le famiglie, le caricavo, parlando di Einstein, ora non sapevo cosa pensare. 
Ero in una tale confusione che quella sera sono andata a dormire senza cenare.
La cosa che più mi faceva male era il fatto che non ero stata in grado di capirlo.



sabato 6 giugno 2020

L'inizio

F, mio figlio oggi ha quasi 10 anni, ma tutto è iniziato nel primo anno di asilo.
Ricordo che non riconosceva i colori, li confondeva, al posto del rosso diceva verde, al posto del verde giallo. Io non capivo se fosse superficialità, mancanza di voglia o concentrazione o se proprio non riuscisse a identificarli. Cominciavo a credere anche all'ipotesi che potesse essere daltonico.
Quando parlavo con le persone a me vicine, dicevano che ero troppo fissata e che dovevo vivere più serenamente... E già.. per me era il primo figlio ed io non sapevo com'erano gli altri bambini. Ero un'insegnante della scuola primaria, ma all'infanzia non avevo mai lavorato.
F. aveva cominciato a camminare a 11 mesi, a 12 diceva molte paroline e a un anno e mezzo piccole frasi. Rispetto ai bimbi della sua età mi sembrava addirittura avanti, eppure questa storia dei colori mi aveva completamente mandata in tilt.
Mi sono rasserenata dopo aver parlato con le sue maestre. "Il bambino era intelligente, vispo, attento"... insomma secondo loro non c'era nulla di cui preoccuparsi.
Il problema si è ripresentato nell'ultimo anno di asilo, quando sono stata convocata dalle insegnanti perchè mio figlio non riusciva a scrivere la lettera "s" e disegnava molto male per un bimbo della sua età.
Vai di potenziamento a casa: abbiamo iniziato a disegnare a più non posso fino a raggiungere un livello accettabile e siamo riusciti anche a scrivere la lettera esse. Dall'asilo si sono complimentati per l'ottimo lavoro e ci hanno riportato che secondo loro, F. non avrebbe avuto alcun problema alla scuola primaria.
Abbiamo passato un'estate tranquillissima pronti per affrontare la scuola dei grandi, senza sapere ciò che ci avrebbe atteso di lì a poco...